Wednesday, April 02, 2003

ANTIAMERICANO A NESSUNO

Innanzitutto io non ho mai dato dell'antiamericano a Domanda, anche perché la ritengo una delle accuse più qualunquiste di questi tempi. E anche perché io non sono filoamericano, e sono contrario a questa guerra.
Poi: a me non sfugge affatto che siano le Nazioni Unite a decidere se uno stato viola le risoluzioni, infatti-e lo ripeto ancora!-è l'ONU che ha deciso che Saddam aveva violato la risoluzione del disarmo. E proprio perché ci tengo alla legalità internazionale, ritengo che l'ONU, a mio parere traballante, debba essere riformato. E a parte la tesi di Domanda che negli USA non ci sarebbe libertà (è vero però che, dopo l'11 settembre, ci sono gravi violazioni, ma comunque non molto più gravi di altri paesi democratici: purtroppo ci sono sempre), per il resto sono perfettamente d'accordo con lui. Conosco tutte le violazioni elencate da Domanda, i vergognosi fatti di Guantanamo ecc ecc, e pure io leggo Chomsky. Unica cosa, è che non ritengo gli USA gli unici colpevoli.
E ho qualche dubbio sul fatto che gli ispettori ONU, fatti entrare in Iraq da Saddam solo grazie alla pressione americana, sarebbero riusciti a disarmare il dittatore. Non dimentichiamoci che Saddam per dodici anni si è preso gioco degli ispettori. Un'altra ipotesi interessante era quella dell'esilio, ma ne parlo magari un'altra volta.


Ma Episcopus, il principale autore di questo blog, che fine ha fatto? Perché non interviene mai?

Questa America e la Democrazia, nazionale e internazionale

E' vero che i maggiori movimenti di contestazione come i No-Global nascono proprio negli USA. Rocco si domanda perchè.
E' presto detto: forse perchè è proprio negli USA sono nate certe politiche miranti alla commercializzazione della vita quotidiana e all'eliminazione di garanzie per chi lavora, la privatizzazione dei servizi sociali, l'ideazione del GATS e via dicendo. Quindi negli USA è nata la protesta perchè proprio negli USA è nato il fenomeno della globalizzazione.

E su come vengono trattati questi contestatori dovremmo discutere, dal momento che durante le sole ultime contestazioni di San Francisco sono state arrestate 1400 persone.. a Washington non ne parliamo... gente arrestata perchè dimostrava pacificamente di fronte alla casa bianca...altro che Genova e G8: gli americani ci superano anche in questo.

E' questa la democrazia? In un paese in cui ad Al Jazeera non viene dato accesso alla borsa di New York? In cui l'unico giornalista irakeno viene arrestato per sospetto di spionaggio? Dove la Fox TV da notizie di enormi successi militari per poi smentirle 5 o 10 minuti dopo?

Chi è che sarebbero questi difensori dei diritti umani? Gli stessi che non garantiscono ai prigionieri di Guantanamo i diritti della convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra. Gli stessi che si lamentavano dei prigionieri di guerra americani mostrati in tv dagli Irakeni, gli stessi che allora si erano appellati alla convenzione di Ginevra che loro non hanno mai rispettato, qualche giorno prima avevano diffuso in tutto il mondo immagini di prigionieri irakeni che si inginocchiavano per terra di fronte ad un marine implorando pietà. Gli stessi che il generale Michael Jackson, capo delle forze militari britanniche in Iraq ha criticato per i metodi con i quali le truppe americane trattano i civili iracheni, perché rovinano gli sforzi inglesi di "conquistare" il cuore della popolazione.

Sono gli stessi che distribuiscono il cibo e gli aiuti che sono alla frontiera tra kuwait e iraq, cibo e aiuti che non provengono dagli USA, ma dalle navi bloccate dalla marina americana nel golfo persico e che trasportavano le scorte regolarmente pagate dal governo dell'iraq nell'ambito del programma oil-for-food.

Ma la cosa più importante che sfugge a Rocco (ma lo scusiamo, probabilmente non ha fatto i nostri stessi studi sul diritto e sulle organizzazioni internazionali) non sono gli Stati Uniti che decidono se un paese sta non sta rispettando le risoluzioni ONU. Solo le Nazioni Unite ed in particolare il Consiglio di Sicurezza dell'ONU che solamente può decidere se uno stato sta o non sta violando le risoluzioni. E' stato il Consiglio di Sicurezza dell'ONU a riportare gli ispettori in Iraq.

E tutto il consiglio di sicurezza (ad eccezione di USA, UK, Bulgaria e Spagna) si era espresso positivamente sugli esiti delle ispezioni che stavano portando a risultati decisivi.

Ovviamente la pressione di un intervento militare anglo-americano ha spinto Saddam ad una maggiore co-operazione con gli ispettori.
Ma proprio qui sta l'errore madornale di Bush ed il suo mancato successo politico: la pressione militare avrebbe potuto portare a
risultati ben maggiori ed ad un disarmo totale, col sostegno di tutta la comunità internazionale e senza aver sparato un colpo.

Invece questa amministrazione ha usato gli ispettori come un diversivo tattico per dare il tempo alle forze armate angloamericane di costruire un arsenale d'attacco in Kuwait, per altro non sufficiente per ottenere i risultati che si aspettavano: prendere Baghdad in un paio di giorni con tanti baci e abbracci degli sciti del Sud.

Ma quale liberazione? Come mai gli sciti non gioiscono e non accolgono i liberatori a braccia aperte? Come mai i civili martoriati dai bombardamenti, quando prendono il cibo e i medicinali dalle mani degli angloamericani, due secondi dopo inneggiano a Saddam facendo loro segni di disprezzo?

Come mai gli americani non sono riusciti a prendere nemmeno una città irakena, che persino Umm Qasr non è sicura e non è mai stata completamente conquistata in quanto l'unico porto preso dagli angloamericani è quello nuovo, ben distante dal centro abitato.

Infine, ritenere giustificabile.. o comprensibile.. la rottura della legalità internazionale come un colpo di stato in un paese libero e democratico, vuol dire non dare valore alla legalità, alla giustizia, alla democrazia e soprattutto alla libertà di un popolo e il proprio autogoverno. Persino l'opposizione Irakena in esilio si è sempre espressa in favore si del rovesciamento di Saddam, ma per opera del suo stesso popolo, non di un invasore.

Per questo gli sciti e persino i kurdi dell PUK, maggiori alleati degli angloamericani ed unici veri vincitori militari di questa guerra, hanno messo ben in chiaro che accetteranno solamente un aiuto militare e logistico dagli americani ma che vorranno gestirsi il paese da soli, insieme con gli altri membri dell'Iraqi National Congress.

Per concludere, per quanto ne possa soffrire il diritto e la giustizia internazionale, mi auguro che questo conflitto si concluda nel più breve tempo possibile, soprattutto per porre fine alla carneficina ed alla catastrofe umanitaria in atto.

Non mi ritengo antiamericano ed anzi sostengo ci sia bisogno più che mai in questo mondo di paesi forti e rispettabili che possano garantire la giustizia internazionale, e che gli USA hanno perso un occasione per mostrarsi capaci di gestire una crisi di questa portata.

La cosa miglire sarebbe se gli Irakeni si arrendessero e se la gestione dell'Iraq fosse al più presto affidata all'ONU e quanto prima agli irakeni stessi, riportando così credibilità e rispettabilità agli organismi internazionali e agli stessi Stati Uniti.

A molti sfugge un particolare: se questa guerra si trasformasse in un altro Viet Nam e se si prolungasse a tempo indeterminato, avremmo una serie di effetti temibilissimi:

1. lo svilupparsi di una crisi regionale più ampia che veda coinvolti anche Siria, Iran e in seguito Arabia Saudita
2. Una corsa agli armamenti non convenzionali da parte di tutti quei paesi che ritengono di essere in qualche modo nelle mire espansionistiche o politiche USA
3. sollevamento dell'opinione pubblica occidentale e soprattutto araba e sviluppo ulteriore del terrorismo su base internazionale
4. delegittimazione politica del ruolo degli USA, della Nato e dell'Onu.

Dunque, antiamericano a chi?

Antiamericano è chi ha trascinato l'America nel pantano di una guerra illegale contro uno stato membro dell'ONU.
Antiamericano è chi ha costretto il proprio paese ad arrancare nel deserto e a mettere l'esercito statunitense alla berlina di fronte a tutto il mondo.
Antiamericano è chi, di fronte al mondo intero, ha reso il proprio esercito responsabile di un massacro giornaliero di civili.

L’ordine mondiale si basa anche sulla credibilità giuridica, militare e politica di questa superpotenza, supposta garante delle istituzioni internazionali e del diritto.
Era proprio necessario metterla a repentaglio?

ULTERIORI PRECISAZIONI


Io non capisco perché siamo tutti bravi a ricordare gli atti di terrorismo dell'America, che comunque rimane una democrazia (i maggiori movimenti di contestazione come i no-global, che presumo piacciano molto a Domanda, nascono proprio negli USA), e soprassediamo invece su quelli compiuti da regimi dittatoriali, sempre con il santino dell'ONU in tasca.

Immagino che Domanda sia stato contrario anche all'intervento in Kosovo, poiché non aveva lo sponsor dell'ONU; eppure in Kosovo avveniva un genocidio tra i più terribili degli ultimi trent'anni (e non "uno dei tanti crimini che avvengono nel mondo", come dicono certi pacifisti, per giustificare comunque e sempre la loro colpevole neutralità), che, se vogliamo essere obbiettivi, richiedeva molta più urgenza di intervento rispetto all'invasione di Saddam nel Kuwait. Solo che in quest'ultimo si ebbe l'approvazione delle Nazioni Unite a intervenire, in Kosovo no. Se si fosse dato retta all'ONU, probabilmente ora in Jugoslavia avremmo un altro olocausto.

Vorrei pregare Domanda di leggere meglio quello che ho ribadito numero n di volte (ormai non le conto più): l'ONU, che Domanda ama tanto, ha ordinato a Saddam Husseim il disarmo. L'ONU, non gli USA! Saddam ha violato la risoluzione delle Nazioni Unite, è andato contro la legalità internazionale, come quando invase il Kuwait. Saddam aveva perso la guerra dell'ONU, e doveva disarmare come aveva detto l'ONU.

Per quanto riguarda il tuo esempio: Giustificare l'intervento armato degli USA a causa della presunta inefficenza delle Nazioni Unite sarebbe come giustificare un colpo di stato in Italia a causa della presunta inefficienza di Ciampi e del Parlamento... francamente mi sembra un autogol: io non giustifico niente, semmai individuo responsabilità, e credimi, parrebbe comprensibile a qualunque storico il caso di un colpo di stato in un paese con un presidente e un parlamento senza poteri.
CHE COSA RENDE UNA GUERRA ILLEGALE?

Dichiarare una guerra "preventiva" è assurdo ed illegale al di fuori di ogni concezione del diritto intenazionale.
Non c'è nemmeno una scuola giuridica che ammette questo concetto.
Le Nazioni Unite e non gli USA sono responsabili dell'Ordine Internazionale.
Dunque se l'ONU non fa pedissequamente ciò che gli viene comandato da Washington, non vuol dire che l'ONU ha fallito, vuol dire che Washington ha fallito nei suoi tentativi di condizionare il consiglio di sicurezza. (e deo gratias che perfino paesi come la Guinea, il Camerun e Angola non si siano fatti comprare dalla diplomazia del dollaro)

Giustificare l'intervento armato degli USA a causa della presunta inefficenza delle Nazioni Unite sarebbe come giustificare un colpo di stato in Italia a causa della presunta inefficienza di Ciampi e del Parlamento.

Le istituzioni sono tali e devono essere rispettate.
Le amministrazioni repubblicane degli Stati Uniti si sono sempre beffate dell'ONU e delle sue risoluzioni e attualmente gli USA sono l'unico paese del mondo ad essere stato condannato dal Tribunale Mondiale per atti di terrorismo internazionale e che ha posto il veto alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza che chiedeva agli Stati membri di osservare la legalità internazionale.

Noam Chomsky, noto professore statunitense scrive:

la guerra USA-Reagan contro il Nicaragua. E' incontrovertibile perché esiste una serie di dettami utorità internazionali più importanti: il Tribunale Internazionale di Giustizia, il Tribunale Mondiale, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Questo è un caso che non ammette controversia, almeno tra chi ha un minimo di considerazione per la legalità internazionale, i diritti umani, la giustizia ecc.
Il caso del Nicaragua è specialmente rilevante, non solo per il suo carattere incontrovertibile, ma perché offre un precedente su come uno Stato che rispetta la legge risponderebbe ( di fatto, su come rispose ) di fronte a un caso di terrorismo internazionale che non ammette discussione. Un caso di terrorismo che, per certo, fu più estremo degli avvenimenti dell'11 settembre. La guerra USA-Reagan contro il Nicaragua terminò con decine di migliaia di assassinati e il paese completamente rovinato, forse per sempre.
Il Nicaragua rispose, ma i nicaraguensi non risposero bombardando Washington. Risposero portando gli USA di fronte al Tribunale Mondiale in una causa in cui non ebbero difficoltà nel trovare le prove. Il Tribunale Mondiale diede ragione al Nicaragua, condannando quello che definì "esercizio illegale della forza", sinonimo di terrorismo internazionale. Il Tribunale esigette dagli USA la fine dei crimini e pagare le riparazioni ( al Nicaragua ). I nordamericani, per risposta, rigettarono la sentenza del Tribunale col più assoluto disprezzo e annunciarono di non accettare più la giurisdizione di quel tribunale.
Il Nicaragua ricorse allora al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, dove si discusse una risoluzione dove si chiedeva a tutti gli Stati di rispettare la legalità internazionale. Non si fecero nomi, ma tutto il mondo capì. Gli USA posero il veto. Attualmente gli USA sono l'unico paese del mondo ad essere condannato dal Tribunale Mondiale per atti di terrorismo internazionale e che ha posto il veto alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza che chiedeva agli Stati membri di osservare la legalità internazionale.
Il Nicaragua ricorse allora all'Assemblea Generale dell'ONU, dove il veto tecnicamente non esiste, ma dove un voto degativo degli USA equivale al veto.
L'Assemblea Generale approvò una risoluzione simile: votarono contro solo USA, Israele ed El Salvador. L'anno seguente, il Nicaragua tornò a presentare il caso di fronte all'Assemblea Genarale dell'ONU. In questa occasione gli USA poterono contare solo sull'appoggio di Israele, così due voti si opposero al rispetto della legalità internazionale. A quel punto il Nicaragua aveva esaurito tutti i ricorsi legalia sua disposizione ed era arrivato alla conclusione che questi ricorsi non funzionano in un mondo dominato con la forza.


Questo per spiegare non solo la triste faccenda del Nicaragua, ma l'intero atteggiamento delle amministrazioni repubblicane USA nei confronti del diritto e della legalità internazionale: assoluto disprezzo.

Tuesday, April 01, 2003

PRECISAZIONI


Ogni tanto devo pur intervenire anch'io, altrimenti Domanda monopolizza il weblog! Scherzi a parte, vorrei precisare alcune cose, premettendo che non sono pacifista ma nemmeno guerrafondaio. So che Domanda ritiene giusta la precedente guerra nel golfo, poiché ebbe l'avvallo dell' ONU; vorrei allora ricordare che grazie alla lungimiranza dell'ONU, in quella guerra fu impedito alle truppe americane di andare fino in fondo per spodestare Saddam Husseim: si decise che Saddam doveva rimanere al suo posto, però doveva disarmarsi (l'ordine di disarmo avvenne anche nei confronti della Germania dopo la seconda guerra mondiale); dunque, è passato più di un decennio, e cosa è successo? Saddam non ha mai disarmato, ha quindi violato la risoluzione dell'ONU, e inoltre, fino a quando l'America non ha minacciato con la forza, ha sempre cacciato via gli ispettori. Visto che si nomina sempre l'ONU come faro della legalità internazionale, è bene ricordare che Saddam va da dodici anni contro la legalità. Il problema era perciò: come fare in modo che Saddam disarmi, come gli ha ordinato l'ONU, e quindi rispetti la legalità internazionale? Vorrei far notare che il furbetto dittatore ha accolto gli ispettori SOLO DOPO la pressione statunitense; e se vogliamo credere che gli ispettori avrebbero disarmato Saddam, se vogliamo credere a questa pagliacciata benedetta da Saddam, crediamoci pure. Questa è una vera e propria presa per il culo (che, ripeto ancora, dura da più di un decennio) del diritto internazionale. Poi, chiaramente, si può ritenere sbagliato per varie ragioni l'intervento militare americano (e io stesso lo ritengo un errore), ma dal punto di vista della legalità non è meno illegale della precedente guerra del golfo: Saddam, ripeto per l'ennesima volta, ha violato la risoluzione ONU che gli imponeva di disarmare, e gli Stati Uniti intervengono per obbligare Saddam al disarmo; intervengono, purtroppo, unilateralmente, ma questo è soprattutto per responsabilità dell'ONU, che dimostra ancora una volta la sua inefficienza: in realtà, e questa sarebbe la cosa più urgente da fare, l'ONU andrebbe radicalmente riformato, perché così com'è è solo un rosario sghangherato che ognuno espone a seconda della convenienza.