Saturday, March 29, 2003

LA STAMPA E LA GUERRA DI PROPAGANDA

I 7 coraggiosi giornalisti, catturati dalla polizia irachena a Baghdad in quanto non accreditati ed introdottisi nella città clandestinamente, sono stati liberati e si trovano a Baghdad, sani e salvi.

dal Corriere.it:

Il segretario della Fnsi, Paolo Serventi Longhi, ha detto che ai giornalisti sarebbe stato offerto l'accredito nella capitale irachena. «Noi eravamo clandestini, tutto sommato ci hanno tratato molto meglio di come sarebbero stati trattati i clandestini in Italia», ammette Lorenzo Bianchi del «Resto del Carlino».

Ezio Pasero del Messaggero racconta il vero dietro le quinte di Bassora:

«Io in tutta Bassora non ho visto né un soldato inglese né un soldato americano - È una città in mano agli iracheni devastata dai bombardamenti, però con la gente che si muove, che va in giro, che cammina, che va in bicicletta, con i bambini che giocano per strada».

Giorni fa la CNN ci aveva detto ben altra cosa..
Bravi ragazzi. Tenete alto il nome e il valore del vero giornalismo italiano.
IL BOOOOOM ECONOMICO DELLA GUERRA
e il boooooooom delle bombe su Baghdad..

Per chi si interessa di economia: (fonte ADNKronos)

HANKE (professore di economia all'Università di Baltimora, USA)
VITTORIA MILITARE NON PORTERA' BOOM ECONOMICO
LA CRISI GEOPOLITICA DURERA' A LUNGO


New Yok, 29 mar. (Adnkronos) - ''Chi pensa che la vittoria militare portera' il boom si sbaglia, andiamo incontro ad una maggiore insicurezza e l'economia restera' assai debole''. Lo afferma a ''La Stampa'' il condirettore dell'Istituto di Economia Applicata della Johns Hopkins University di Baltimora, Steve Hanke, economista di punta ai tempi dell'amministrazione Reagan. ''L'aspetto militare della guerra non e' decisivo. -dice ancora Hanke- Quando questo singolo episodio bellico sara' terminato, la crisi geopolitica non avra' fine''.
(Rre-Ada/Gs/Adnkronos)
29-MAR-0309:05

In tempi non sospetti, proprio su questo blog, facemmo riferimento ad un intervento analogo del governatore di BanchItalia Fazio che diceva la medesima cosa.

E se lo dicono anche gli Americani.. non dite che siamo Fazio-si..

per la serie "aridatece er picconatore!!":

In seguito alla dichiarazione dello stato di emergenza voluto dal presidente del consiglio,
l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga dichiara: (fonte: LaStampa.it)

«se proprio ci vogliamo mettere a giocare alla guerra, allora confiniamo questo gioco al sabato pomeriggio, con figli e nipoti, in una partita a Risiko...».

(Cossiga non era arrivato per primo a questo suggerimento.. vedi lo striscione apparso in Curva Sud a Roma)
risiko.jpg

L´ex presidente della Repubblica si chiede se era proprio il caso di preoccupare milioni di italiani, emanando «una inutile ordinanza di emergenza nazionale in relazione alla guerra contro l'Iraq, dopo che si è sbandierato che noi siamo non belligeranti?. Anche perchè tutto si può pensare salvo che l'Iraq stesso colpisca il nostro paese».

Si ringrazia, per l'immagine dello striscione Bush-Risiko, il blog FreeFallBlog.

Thursday, March 27, 2003

COALITION OF WILLING??
TRADUZIONE ( scegliere un'aggettivo a piacere ): COALIZIONE DEI VOLENTI / VOLENTEROSI / VOGLIOSI / IGNARI..


dal Corriere

27-MAR 16:34  GUERRA: Slovenia, "Non facciamo parte della coalizione filo Usa"

LUBIANA - Il primo ministro sloveno Anton Rop ha puntualizzato oggi in maniera ufficiale che il suo paese non fa parte della coalizione che sostiene l'intervento anglo-americano in Iraq. La Slovenia e' stata inserita per sbaglio da Washington nella lista dei paesi che hanno espresso il loro appoggio all'operazione 'Iraq Freedom' e la piccola repubblica ex jugoslava e' stata indicata come destinataria di 4,5 milioni di dollari nell'ambito degli stanziamenti (75 miliardi di dollari) richiesti dal presidente George W. Bush al congresso per sostenere i costi della guerra. (Agr)

Siamo ancora in attesa di una comunicazione ufficiale dei Romulani e dei Vulcaniani in merito al loro recente inserimento nella suddetta lista, anche se il Dottor Spock per ora preferisce non sbilanciarsi.
IL CESPUGLIO ATOMICO
e le armi di distruzione di massa

Allora, chi ha le armi di distruzione di massa? E chi le vuole usare?

Ci risponde Scott Ritter, ex ispettore Onu ed ex marine: (fonte ADNKronos)

IRAQ: RITTER, TEMO CHE BUSH USI L'ATOMICA
POTREBBE ESSERE L'UNICO MODO PER STANARE SADDAM

Genova, 27 mar. (Adnkronos)- ''Sono molto preoccupato che alla fine il presidente ordini di usare armi nucleari''. Lo afferma a ''Il Secolo XIX'' Scott Ritter, ex ispettore Onu ed ex marine. ''Si', -insiste- Bush potrebbe decidere di impiegare armi nucleari per togliere di mezzo Saddam Hussein, se quello fosse alla fine l'unico modo per stanarlo ed eliminarlo''. ''Non ci sono armi di distruzione di massa in Iraq'' aggiunge Ritter, che definisce ''un gigantesco bluff'' i piani militari Usa, basati sull'idea che ''invadendo l'Iraq, gli americani sarebbero stati accolti con musiche e fiori''.
(Rre-Ada/Gs/Adnkronos)
27-MAR-03 12:28


Come trasformare la così detta guerra di liberazione del popolo Irakeno in una guerra di cancellazione (del popolo irakeno).
DEL DIRITTO (E DELLA PENA) INTERNAZIONALE
IL GOVERNO BULGARO HA PIU' CARATTERE DI QUELLO ITALIANO
E piu rispetto per il diritto internazionale

Persino la Bulgaria, l'americanissima Bulgaria che in consiglio di sicurezza aveva garantito il suo appoggio ad una seconda risoluzione a favore della guerra in Iraq, ha deciso di non chiudere l'ambasciata Irakena a Sofia.

Perchè? Che Sofia comunque sostenga la linea Bush nei confronti dell'Iraq non ci sono dubbi. Ma c'è modo e maniera per fare le cose.
Di fatto e di diritto (internazionale) nulla (se non il servilismo) avrebbe giustificato la chiusura dell'ambasciata Irakena e l'interruzione dei rapporti diplomatici con Baghdad in quanto comunque l'Iraq è e rimane uno stato indipendente, riconosciuto e mai sospeso dalle Nazioni Unite, con pieno diritto di parola al Consiglio di Sicurezza e di voto all'assemblea plenaria dell'ONU.

Tra gli altri paesi che si sono rifiutati di espellere i diplomatici vi è anche il Portogallo, anch'esso schieratosi a favore di una nuova risoluzione.

Dunque per questi paesi il diritto internazionale viene prima di tutto.

E l'Italia? Il governo ha creduto bene di fare una mossa ambigua che ci rendesse ridicoli tanto di fronte agli americani quanto di fronte agli europei.
Il governo ha infatti invitato 2 studenti irakeni (di cui uno è un commesso part time di una butique di abbigliamento) ad andarsene dal paese, insieme ad altri due consiglieri diplomatici. In compenso il capo l'ambasciata Irakena a Roma non chiude e il capo della delegazione rimane al posto suo.

Che senso ha?

Mmah...

fonte: Corriere27-MAR 15:29

GUERRA: Bulgaria rifiuta chiudere ambasciata irachena
SOFIA - La Bulgaria ha respinto la richiesta degli Stati Uniti di chiudere l'ambasciata irachena a Sofia. ''Non c'e' nessun motivo, di chiudere la missione irachena'', ha detto oggi il primo ministro Simeone Sassonia Coburgo-Gotha, in una dichiarazione riferita dalla radio statale bulgara. Il premier bulgaro e' attualmente in visita in Albania. Gli Usa avevano chiesto al paese balcanico di espellere i diplomatici e di chiudere provvisoriamente l'ambasciata irachena. ( Agr )

Monday, March 24, 2003

QUELLA DESTRA ITALIANA CONTRO LA GUERRA

dal sito della destra sociale

Anche Storace ha deciso di schierarsi sempre più apertamente cotro la guerra in Iraq, anche per lui, una guerra illegale.

(Fonte ANSA) - Lo scorso 20 Marzo, in merito allo scoppio della guerra in Iraq il consiglio regionale del Lazio ha approvato con una certa sorpresa due ordini del giorno sulla guerra, uno presentato dall'opposizione di centrosinistra e l'altro dalla maggioranza di centrodestra: entrambi i due ordini del giorno, infatti sono stati votati dal presidente della Regione Lazio Francesco Storace, da Alleanza Nazionale (ad eccezione di un unico consigliere regionale) e dall'Udc, il tutto lasciando isolata Forza Italia.

Iniziale Storace aveva proposto di andare all'approvazione all'unanimità di un unico documento, ma a tale idea è stata corrisposta la contrarietà di Forza Italia. Nell'ordine del giorno presentato dalle opposizioni, il consiglio regionale del Lazio esprime ''di fronte al tragico avvio del conflitto in Iraq, sbagliato, immotivato e gravido di tragiche conseguenze, i sentimenti di contrarietà all'orrore provocato dalla guerra e chiede che i combattimenti, con le loro drammatiche conseguenze sulla popolazione civile, cessino immediatamente''.

Nella stesura originale del documento del centrosinistra il conflitto veniva definito ''illegittimo''; ma solo dopo una mediazione l'aggettivo e' stato cambiato in ''immotivato'' e a quel punto An e Udc hanno votato a favore, anche se Storace aveva spiegato che ''a titolo personale'' gli andava bene anche ''illegittimo'' visto che ''la legittimita' la da' l'Onu''.

Sunday, March 23, 2003

GUERRA MONDIALE, FREDDA O CALDA?

Era del giorno 21 di Marzo (fonte Corriere) la notizia che Putin aveva dichiarato che la crisi irachena "e' uscita dal quadro di un conflitto locale" e rappresenta una fonte potenziale di instabilita' internazionale.

Cosa vuol dire questo?

Presto detto. Fonte ADNKRONOS:
Vibrata protesta degli Usa nei confronti della Russia, che starebbe garantendo armi e assistenza ai militari iracheni. Secondo il Washington Post, citando fonti vicine a Bush, una compagnia russa avrebbe fornito un quantitativo di materiale elettronico in grado di fare un'azione di disturbo nei cofronti delle apparecchiature usa. Non solo. Nell'elenco degli acquist anche bombe e migliaia di occhiali per la visione notturna in violazione delle sanzioni nelle Nazioni Unite. Sempre secondo le fonti, Mosca avrebbe quindi ignorato le raccomandazioni dell'amministrazione di Bush senior.
(Cid/Pn/Adnkronos)
23-MAR-0307:31

Proprio come ai tempi della guerra fredda. Le due superpotenze militari supportano ciascuna la sua parte.

Il tutto mi fa pensare alla guerra nei balcani del '99 e al famoso scontro tra il generale inglese Michael Jackson e Wesley Clark.
Clark voleva mandare gli elicotteri Apache e i Mangusta all'aeroporto di Pristina per precedere i carri armati russi che a pace conclusa stavano marciando di corsa in quella direzione.
Jackson si rifiutò e disse: "Non scatenerò la terza guerra mondiale per te".

Oggi proprio Jackson è impegnato in Iraq. Speriamo che il lume della saggezza che lo accompagnò allora lo accompagni anche oggi e che non si scateni davvero la terza guerra mondiale o uno scontro di civiltà, come molti già temono.