Saturday, March 01, 2003

Prendendo spunto dall'interessante post di Rocco e dal commento di LastThule..

COME DESTABILIZZARE IL GOLFO IN POCHE MOSSE
istruzioni per l'uso

Mossa numero 1:
Dichiarare la propria intenzione di invadere l'Iraq e ammassare truppe angloamericane nei vari paesi del Golfo e in Turchia
Mossa 1 bis
Incasinare la Lega Araba, rendendola più acefala e ingovernabile possibile, allontanandola al massimo dalle posizioni dell'Unione Europea.

Risultato: dal Corriere

Gran casino alla Lega Araba,
Durante il vertice si accende una lite tra Gheddafi e i sauditi
Il leader libico: «Siete alleati del diavolo Usa». Il principe Abdel Aziz: «Bugiardo, ti aspetta la tomba». Riunione sospesa

SHARM EL SHEIKH (EGITTO) - Una lite tra il leader libico Muammar Gheddafi ed il principe ereditario saudita Abdallah Ben Abdel Aziz ha movimentato la seduta pomeridiana del vertice arabo di Sharm El Sheik. (...) Gheddafi ha preso la parola subito dopo il vice-presidente iracheno, Ezzat Ibrahim, e ha ricostruito a proprio modo l'invasione del Kuwait da parte dell'Iraq e l'arrivo delle truppe americane per difendere l'emirato, rivelando che il re saudita Fahd nel 1990 gli disse di essere «pronto ad allearsi con il diavolo» americano per difendersi dalla minaccia irachena. La ricostruzione ha irritato il principe saudita che ha affermato: «l'Arabia Saudita non ha mai lavorato o sostenuto gli interessi degli Stati Uniti, non è un agente del colonialismo». Rivolto a Gheddafi, gli ha poi detto «Ma perché, chi ti ha messo al posto dove sei? Sei un bugiardo, e ti aspetta la tomba».

Che LastThule ci avesse visto bene?
Che spasso. Forse sono un idealista se giudico giusta la guerra del 1991 in quanto frutto di una coalizione per la difesa del diritto internazionale e dell'indipendenza di uno stato (per quanto fittizio e poco democratico come il Kuwait).
Ma, ahimè, la mia formazione universitaria e la mia morale mi impongono il rispetto di questo istituto (il diritto internazionale) che, per quanto artificiale, labile e soggetto a interpretazione, rimane l'unico insieme di regole che (dovrebbero) porre dei limiti allo strapotere di dittatori e presidenti (democraticamente) eletti.

Friday, February 28, 2003

IL PERICOLO E' ORA
Dunque Didestra è schierato contro la guerra? E' da un po' che su questo blog sento sempre la stessa campana. Una campana per di più contradditoria. Non vedo infatti perché si dovrebbe considerare sbagliata questa guerra e contemporaneamente giusta quella del golfo del '91. Vorrei capire la logica di un simile ragionamento. Perché Saddam poté attaccare il Kuwait? Sappiamo tutti che i paesi occidentali lo rifornirono di armi durante il conflitto Iraq-Iran. Nel 1985 gli iraniani stavano per spazzare via il regime iracheno. Ma gli americani non lo vollero permettere "per motivi umanitari", e così riempirono di armi Saddam e mandarono le loro navi nel Golfo. Attesero che si verificasse l'incidente che giustificasse il loro intervento, e infatti l'incidente avvenne: una nave americana fu affondata per mano degli iraniani (o almeno così si dice, visto che il missile era iracheno) e ciò permise agli americani di muovere rappresaglia contro gli iraniani, causando centinaia di vittime civili. Così, grazie agli americani, Saddam non era stato cacciato ma era anzi ancora più potente, e di conseguenza poté attaccare il Kuwait. Gli americani stavolta mossero guerra contro l'Iraq, la guerra più stupida che abbiano mai fatto, giacché hanno lasciato al suo posto il principale responsabile, Saddam. E tenendo conto che anni prima avevano massacrato gli iraniani che stavano per fermare Saddam, la considerazione "La guerra del golfo fu fatta per rispettare il diritto internazionale" mi suona ridicola. Io, semmai, ritengo più giusta questa guerra. Perché ora Saddam rappresenta un pericolo reale per il diritto internazionale mondiale, e ribadisco che lo rappresenta ORA molto di più e più seriamente di quando attaccò il Kuwait.
L'ETERNO CONFLITTO TRA PADRE E FIGLIO

Per esempio:

Blair ha un conflitto interno al partito laburista, 122 dei suoi MP (membri del parlamento) si sono detti contro la guerra in Iraq. Un bello smacco per la sinistra finto-labour, finto TUTTO, made in England.

Ma Giorgio Bush sta messo ancora peggio: ha un conflitto interno alla famiglia!! Con Giorgio Bush padre!!

Dal Corriere

"Secondo indiscrezioni giornalistiche, in effetti, George Bush senior non sarebbe d'accordo con la prospettiva di un intervento militare in Iraq senza l'avallo dell'Onu. E' la seconda volta dalla scorsa estate che la squadra di Bush senior scende in campo: in settembre, quando Washington comincio' a suonare i primi tamburi di guerra contro l'Iraq, alcuni collaboratori dell'ex presidente degli Stati Uniti, come l'ex consigliere per la sicurezza nazionale Brent Scowcroft e l'ex segretario di Stato James Baker, uscirono allo scoperto suggerendo il passaggio attraverso l'Onu prima di un eventuale attacco contro Saddam. (Agr)"

Che si ricominci a dare peso al diritto internazionale e alle sue istituzioni garanti?

Lo spero. Perchè personalmente, pur ammettendo che gli USA ci abbiano guadagnato, e non poco, dalla prima guerra del golfo del 1991, credo che quella, a differenza di questa, fosse una guerra giusta, fatta (tra le altre cose) per far rispettare il diritto internazionale. Si ragionava cioè in questo senso:

Non possiamo permettere che un dittatore un giorno si svegli e decida di occupare un paese come il Kuwait. Altrimenti scateniamo una catena di casi simili.

Ebbene oggi vedo la possibilità che accada qualcosa di simile: che un presidente (più o meno democraticamente eletto..) si sveglia e decide che è giunto il momento di occupare l'Iraq.

Onestamente, a me pare che i motivi per cui Saddam volle occupare il Kuwait allora siano poi tanto differenti da quelli per cui oggi Bush Jr vuole occupare l'Iraq.

Monday, February 24, 2003

A GRANDE RICHIESTA..

Torna la foto ricordo di Rumsfeld e Saddam.
(con tanto di traduzione del testo inglese)



L'inviato speciale in Medio Oriente di Reagan e la Casa Bianca, Donald Rumsfeld, stringe la mano del dittatore irakeno Saddam Hussein durante la sua visita del 19-20 dicembre 1983.
Rumsfeld verrà nuovamente in Iraq a incontrare Saddam il 24 Marzo 1984, lo stesso giorno in cui le Nazioni Unite rilasciarono una relazione in cui si evidenziava che i gas mustard e gas nervini Tabun erano stati usati dall'Irak contro le truppe iraniane.
Il New York Times così riporta sulle sue colonne la descrizione della visita il 29 Marzo del 1984:
"I diplomatici americani si sono detti soddisfatti delle relazioni tra Iraq e Stati Uniti e che i normali legami diplomatici sono stati ripresi di nome e di fatto".

Domanda: perchè Rumsfeld ha cambiato idea?
UN CENTRO SOCIALE DI DESTRA

Vorrei porre alla vostra attenzione questa coraggiosa iniziativa chiamata Casa Montag

Unico (a quanto ne sappiamo) centro sociale di destra in Italia, prende il nome da Montag,il pompiere di Fahrenheit 451, il libro di Ray Bradbury.

Il centro organizza attività di assistenza per gli anziani, raccolta e distribuzione di abiti usati, dibattiti, concerti, mostre fotografiche e proiezioni cinematografiche nonchè attività sportive e socioculturali di vario genere.

Ovviamente, in quanto non-standardizzata e non-disinistra, l'iniziativa è osteggiata dal Comune di Roma.

Veltroni ne ha infatti ordinato lo sgombero. Dal questa pagina del loro sito riporto quanto segue:

La legge non è uguale per tutti...
A fine dicembre 2002 un' ordinanza di sgombero a firma
dell'assessore Minelli del comune di Roma ha colpito la
nostra comunità. A soli 6 mesi da quel 15 luglio 2002 la
solerte giustizia burocratica è intervenuta con l'intenzione di
stroncare il nostro percorso. La motivazione dataci è una
motivazione risalente al 2000: fatiscenza! E già, di solito si
occupano alberghi a 5 stelle e non stabili abbandonati... o
forse le centinaia di centri sociali esistenti da anni in Italia
sono rinomati per essere dei villaggi Valtur?
Il problema è in realtà un problema politico...
La nostra è una gioventù libera dalle droghe, dal finto
intelletualismo sinistroide, dalle mode iniettate giorno per
giorno da MTV e compagni.

La nostra è una gioventù che crede
La nostra è una gioventù che si dona
La nostra è una gioventù che combatte
E tutto questo non rientra nei loro piani...
Di due cose siamo sicuri:
che la legge non è uguale per tutti...
e che sarà alquanto difficoltoso sgomberarci...
UN SEGNO DI BUONA VOLONTA'

Attendiamo un segno di buona volontà, non solo dall'Iraq, ma anche dagli USA

Dal CORRIERE.IT

24-FEB 14:15 Iraq: Danimarca sollecita Usa a ratificare trattati Onu

24-FEB 14:15 Danimarca sollecita Usa a ratificare trattati Onu
COPENAGHEN - Il ministro degli esteri danese Per Stig Moller ha sollecitato la ratifica di diversi trattati dell'Onu contro le armi nucleari, biologiche e chimiche, da parte di tutti i paesi del mondo compresi gli Stati Uniti. 'La minaccia di armi di distruzione di massa - ha dichiarato il ministro - deve essere presa sul serio, e ci sono molti modi in cui possiamo rispondere a questa minaccia. Gli accordi internazionali sul disarmo e la non proliferazione sono di importanza cruciale'. (Agr)



Sunday, February 23, 2003

CERVELLI IN FUGA (o dell'America che piace)

Vorrei spezzare una lancia per l'america che amo e rispetto.

Un'america fatta di gente come Noam Chomsky o media come FreeSpeech TV o Worldlink TV.

Gente con gli attributi, che non ha paura di esprimere la propria opinione critica su cio che va o non va nel loro paese e nel mondo e che non hanno risparmiato critiche all'amministrazione Bush.

Cosa molto importante, oggi più che mai, è non farsi contagiare da un antiamericanismo acritico tout-cour che non aiuta a spiegare le critiche rivolte all'amministrazione Bush, unica responsabile della politica di aggressione in atto in questo momento negli USA.

Quindi, vorrei elogiare e riportare le parole del noto regista americano Oliver Stone che di recente si è espresso a riguardo:

Da: La Stampa«DELUSO DA BUSH»

Oliver Stone «Potrei lasciare l´America»
AMBURGO. Preoccupato e deluso per la politica «troppo aggresiva» del proprio Paese sulla crisi irachena, Oliver Stone sta prendendo seriamente in considerazione la possibilità di lasciare per sempre gli Stati Uniti. E´ lo stesso regista, premio Oscar per «Platoon» e «Nato il Quattro Luglio» a dichiararlo al giornale tedesco «Welt am Sonntag», in un´intervista pubblicata sul numero in edicola oggi. «Non sono più sicuro di amare la mia patria -a ha detto Stone -. Abbiamo scelto George Bush e l´amministrazione che attualemnte govenra dalla Casa Bianca. E ora vediamo le conseguenze: una guerra, più paura, più terrorismo e dubbi enormi». Per Stone, il cui ultimo lavoro è «Comandante», dedicato a Fidel Castro, Bush non è affatto in grado di trovare una soluzione politica alla crisi irachena. In questa situazione, ha commentato Stone, non c'è niente di più pericoloso di «un ex alcolista come presidente».