FIERI DI ESSERE EUROPEI
Molti dicono che l'europeismo della destra altro non è che un rimpiazzo, in senso più largo, del vecchio "nazionalismo locale" o "nazionale" che lo si voglia chiamare.
Dicono che visto che le nazioni europee di oggi non possiedono più imperi e colonie, non sono più sufficienti per giustificare un senso di orgoglio nazionale o imperialista che dir si voglia.
Premesso che a mio parere il nazionalismo in quanto tale non è niente da disprezzare (anzi, da difendere), non credo che sia un concetto da dover necessariamente associare all'imperialismo, coloniale, commerciale o economico che sia.
Anzi: forse il bello del nazionalismo risiede più nella valorizzazione delle origini culturali di un popolo, nel preservare le sue tradizioni e nel ricordarne la sua storia.
In un certo senso tuttavia, devo personalmente ammettere che queste tradizioni culturali e politiche in Italia vanno sparendo, che il buon senso italico e la capacità di dialogo e di tolleranza, di conservazione e protezione dell'ambiente, tutto quello che abbiamo ereditato da chi ci ha preceduto, sembrano oggi essere passati in secondo piano, per dar piu spazio alla venerazione (da parte di alcuni) di meri fini economici.
Allora forse, andare a cercare questo buonsenso altrove, in Europa, potrebbe essere una strada da percorrere, nella speranza che questi valori culturali e politici, condivisi da molti paesi europei, possano trainare (meglio prima che poi) il nostro paese e i nostri politici.
Ecco perchè oggi posso dire di essere fiero di essere Europeo.
L'iniziativa Franco-Tedesca ieri (il piano di pace ONU-Caschi Blu) e il no di Belgio, Germania e Francia in seno alla Nato a fornire aiuti militari alla Turchia mi fanno sentire fiero di fare parte di un Popolo più grande. Questa Europa ha deciso di prendere le proprie distanze dall'imperialismo (quello si, vero imperialismo) di USA e Gran Bretagna che, si, motivato da pruriti economici, vuole portare tutti ad una guerra che il 70% degli Europei non vuole.
Certo che mi sento Europeo, e non solo per questo, anche grazie a quanto si sta preparando in questi giorni nelle varie capitali Europee, Londra compresa, una serie di dimostrazioni pacifiche e pacifiste che cercheranno di far capire ai restanti capi di governo Europei qual'è la reale volontà di chi li ha eletti:
di non fare un'altra guerra inutile, di combattere il terrorismo con il dialogo e la politica e non con le armi e le bombe, che altro non servirebbero che a incitare al peggio, ad uno scontro diretto e parallelo, che nessuno vuole.
Non è vero che i pacifisti aiutano saddam, come qualcuno ha detto di recente, ma spingono i capi di stato a trovare suluzioni alternative e più ragionate.
Penso che il piano di pace Franco-Tedesco sia anzi il frutto di queste pressioni dalla base: esso mette il dittatore irakeno con le spalle al muro: se non accetta (anche le implicite limitazioni di sovranità da esso previste) avrebbe contro il mondo intero, Francia e Germania comprese. Ma qualora accettasse, si salverebbe la pace e il controllo dell'iraq non sarebbe in mano ad un solo paese (gli USA, con o senza la GB, come vorrebbe la Rice) ma in mano all'ONU ed a una comunità internazionale finalmente tornata ad essere in grado di giudicare e controllare se stessa da una giusta sede e sulla base del diritto internazionale (oggi così deprecato e calpestato).
Infine vorrei commentare le parole di Rumsfeld, a proposito del no di Belgio, Francia e Germania: «E' vergognoso. Ci saranno ripercussioni, chi pone il veto sarà giudicato dal popolo». Cos'è questa? Un'altra minaccia di "serie conseguenze"? Significa che se Belgio, Germania e Francia continueranno a non collaborare verranno bombardate come l'Irak?
La mia ultima non è poi tanto una forzatura. Lo stesso Rumsfeld aveva giorni fa messo la Germania sullo stesso piano di Cuba e Libia in quanto non collabora in modo sufficiente. Ergo: è stata bombardata la Libia.. è stato tentato un attacco a Cuba.. what's next?
Ancora Rumsfeld «chi pone il veto sarà giudicato dal proprio popolo e dagli altri Paesi della Nato». MAGARI! Magari davvero i popoli europei avessero questo potere. E vedrete che sarà cosi. Pochi giorni fa anzi il premier inglese Blair dichiarava pubblicamente che non era sicuro che la sua gente lo avrebbe seguito in una guerra senza l'appoggio dell'ONU. Che si stia facendo convincere dai pacifisti, ovvero, dal 70% degli inglesi?
Chi porterà il nostro continente alla guerra sarà giudicato dal proprio popolo e dalla storia, dai Paesi della Nato e dai Paesi del Terzo Mondo.
Chi porterà il nostro continente e il mondo alla guerra verrà giudicato da tutti.
Domanda
PS
Giuridicamente parlando, quindi volendo rispettare ancora qualcosa chiamato "diritto internazionale" non si possono fornire aiuti militari alla Turchia in previsione di un attacco da parte Irachena cha ancora non c'è ne è stato in alcun modo auspicato dall'Irak. Lo statuto della NATO non lo prevede. Sarebbe come dire che siamo già in guerra, una guerra voluta da un'altro paese NATO, non una guerra difensiva. Ergo: non c'è obbligo da parte dei membri della nato a fornire aiuti ad un paese che non è stato attaccato neanche a livello verbale.
Quando Ramsfeld e Bush dicono che i rifiuti di Belgio, Germania e Francia delegittimano la NATO si danno una zappa sui piedi.
1. Perchè la NATO si delegittima nel momento stesso in cui fa qualcosa contro il proprio statuto, non quando segue le proprie regole.
2. Perchè tanto la NATO quanto le NAZIONI UNITE sono istituti da preservare, proteggere e rispettare, soprattutto a livello formale e giuridico.
Rispettare l'ONU e la NATO vuol dire rispettarne gli statuti ed agire pedissequamente all'interno di essi che assolutamente non prevedono il concetto di guerra preventiva .
La polica estera americana non rispetta la NATO e l'ONU in quanto forum ed organizzazioni internazionali tra nazioni indipendenti ed equivalenti. Sembra quasi che Washington consideri la NATO e ONU come cose proprie, un'insieme di stati e regole plasmabili a piacimento. Quando cio non si verifica, esse vengono delegittimate.