Saturday, November 23, 2002

ARRESTATA LA BOSSI-FINI Mentre a Napoli una congerie di presunti intellettuali non trova nulla di meglio da fare che sprecare flutes di Veuve Clicquot al grido di "Brindiamo ai tumori di Berlusconi" (il che la dice lunga sulla ricchezza di argomenti con cui molti pretenderebbero di fare politica); mentre in Nigeria gli estremisti islamici fanno una strage a Kaduna solo per contrastare il concorso di bellezza mondiale; mentre a Cosenza tre dei noglobal arrestati sono stati rilasciati: insomma, durante tutta una serie di avvenimenti interessanti, è successo che un PM fiorentino si è rifiutato di applicare una legge dello Stato per cui lavora.
Si tratta, nemmeno a dirsi, della Bossi-Fini, quella che certa marmaglia buonista definisce "legge razzista e incostituzionale".
Il PM si è fermato alla seconda qualifica: la prostituta russa venticinquenne entrata clandestinamente nel nostro Paese (ed esercitandovi un'attività lucrosa) è stata rimessa in libertà, proprio perché la legge sarebbe in contrasto con la costituzione.
Questa è l'interpretazione del nostro PM.

Thursday, November 21, 2002

IL SANTO ANDREOTTI
Ritengo preoccupante questa condanna, dopo 24 anni, senza prove, basata solo sule parole di un "pentito", che dimostra quanto la giustizia abbia bisogno urgente di essere riformata. Ma non sono disposto a santificare Andreotti, come stanno facendo più o meno tutti, perché é stato PROVATO che il nostro caro Giulio ha avuto dei comportamenti vergognosi in rapporto con la mafia, che giustamente non sono stati ritenuti di configurare il reato di associazione mafiosa; ma questi comportamenti avrebbero però dovuto attirare l' attenzione della commissione parlamentare antimafia, altrimenti che ci sta a fare? Torniamo indietro nel tempo, a quando esce la sentenza di primo grado di 1800 pagine, dove c'é scritto che Andreotti ha incontrato 3 boss mafiosi -e lo scrive il giudice che lo ha assolto, non il giudice "cattivo". Ma la commissione parlamentare antimafia decide che non é importante interessarsene. Come tutti sappiamo, le sentenze cominciano con il dispositivo "Questa corte assolve..." o "Questa corte condanna...", poi passano alcuni mesi ed escono i tomi nei quali si spiega quali fatti sono stati ritenuti accertati dai giudici e quali sono stati ritenuti non esistenti. I giudici che hanno assolto Andreotti, hanno ritenuto provati dei comportamenti a carico dell' ex presidente del consiglio che sono, dal punto di vista etico/politico, di una gravità inaudita, perché in questa sentenza c'é scritto che Andreotti ha incontrato il boss di Mazzaradelvallo Andrea Manciaracina, in una saletta riservata di un albergo, con il sindaco di Mazzaradelvallo che faceva il palo fuori dalla porta, per evitare che entrasse la gente, e si domandasse cosa ci facesse il presidente del consiglio in collocquio con Manciaracina, prestanome di Salvatore Riina, già sottoposto a misure di prevenzione; la stessa domanda se la fece il poliziotto che faceva ordine pubblico in quell' albergo, e fece una relazione dicendo: "Strano, a me non ha salutato, ero in divisa; si diresse direttamente verso il boss e si chiuse nella saletta". Poi c' é scritto che Andreotti incontrò Michele Sindona latitante (da presidente del consiglio!); c' é scritto che, sapendo che Ciancimino era un mafioso, lo inglobò nella sua corrente, e lo finanziò ampiamente; c' é scritto che Andreotti, sempre da presidente del consiglio, andò a testimoniare al maxiprocesso Falcone-Borsellino e mentì sotto giuramento sui diari di Dalla Chiesa, dicendo che Dalla Chiesa raccontava bugie ai suoi diari; c'é scritto che Andreotti ha mentito 36 volte sui suoi rapporti con i mafiosi Salvo, negando di averli mai visti, mentre erano amicissimi: i giudici che hanno assolto Andreotti dicono che egli ha regalato un vassoio d' argento alla figlia dei Salvo per il suo matrimonio, che Andreotti viaggiava sulle macchine blindate dei Salvo, e che era amico intimo loro. Questi sono i FATTI. Non é che i giudici che assolvono dicono che i fatti non sono avvenuti: i giudici sostengono che questi fatti, pur provati, non configurano il reato di partecipazione ad associazione mafiosa; ma potrò io farmi un' idea su una persona, di cui si dice da parte dei giudici che l' hanno assolta, che queste cose sono VERE, oppure devo semplicemente leggere "assolto" e dire "benissimo, Andreotti é un puro, non era vero niente, i pentiti erano tutti bugiardi"? Non c'é un pentito, dei 38 che accusano Andreotti, che sia stato denunciato per calunnie! I giudici alla fine del processo decidono tecnicamente se una cosa é reato o se una cosa non é reato, ma la commissione parlamentare antimafia, e i giornali, e l' opinione pubblica non si possono limitare a dire é reato/non é reato. Io non mi accontento mica del fatto che uno sia stato assolto per dire "Ah, allora é una brava persona". L' hanno assolto, buon per i giudici che hanno ritenuto giustamente così. Però io leggo le motivazioni per vedere ciò che i giudici hanno ritenuto dimostrato, SE MI VOGLIO OCCUPARE DI FATTI; non sono un giudice che si occupa di reati; questi sono FATTI, dichiarati provati dai giudici che lo hanno assolto. E questo va conosciuto. Se poi ci piace uno che si incontrava con i boss invece di stringere la mano al poliziotto, benissimo, ognuno é libero, infatti lo votavano sempre Andreotti. Io, personalmente, dopo aver saputo una cosa del genere non gli stringerei la mano, se ce l' avessi davanti, e se scrivessero di me quello che scrivono di Andreotti, non andrei in senato a pontificare, starei a casa mia, nascosto, nella speranza che la sentenza d' appello cancelli anche quello che ha scritto la sentenza di primo grado.
Ora siamo arrivati alla condanna di secondo grado, e certo, la ritengo ingiusta. Ma basta, per favore, divinizzare una persona di cui sono stati provati rapporti vergognosi con la mafia.

Monday, November 18, 2002

CONDANNATO ANDREOTTI Giulio Andreotti, senatore a vita della Repubblica Italiana, è stato condannato a 24 anni di carcere per l'omicidio del giornalista Mino Pecorelli. L'assurdità di una simile sentenza si commenta da sola, ed è semmai spiegabile con l'accanimento che una certa classe politica, risparmiata da Tangentopoli, ha ancora in serbo verso i vecchi dirigenti.
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà al senatore Andreotti in questo triste momento della sua vita (pagina nera anche per la storia italiana).