Sunday, June 01, 2003

RITORNO ALL'OVILE
Ritorno a scrivere, dopo lunga e ingiustificata assenza, sul blog di cui sono fondatore e proprietario. Noto con piacere che i bravi Rocco e Domanda hanno ben fatto le mie veci in questo periodo di lavoro scellerato.
Spero di riuscire a tornare a scrivere come una volta.

Friday, April 18, 2003

la cultura e la tradizione del mondo...
..derubata e incenerita da squadroni di sciacalli

chi si ritiene ancora "di destra" e ancora considera la cultura, la storia e la tradizione come valori da difendere.. cosa prova davanti allo sfacelo di Baghdad?


In questa foto potete apprezzare le capacita' (e la voracita') delle valorose truppe statunitensi a lavoro in Iraq...

Tuesday, April 08, 2003

come condannare i crimini di guerra commessi da chi non riconosce la giurisdizione di alcuna corte fuorchè la propria?

ricordiamo a chi non lo sapesse che gli usa non riconoscono la giurisdizione della corte penale internazionale




Il CJP (comitato per la protezione dei giornalisti) ha inviato una lettera formale all'onorabile Donald Rumsfeld accusando le forze armate americane di aver ripetutamente violato la convenzione di Ginevra, nella sola giornata di oggi.

In un solo giorno sono stati capaci di bombardare l'albergo dove alloggiavano i giornalisti stranieri, uccidendo un cameraman Taras Protsyuk della Reuters e José Couso di Telecinco.

Nello stesso giorno, le forze armate americane hanno deliberatamente bombardato con missili la sede della tv Qatariota Al Jazeera, uccidedo il cameraman Taraq Ayyoub.

Gli Stati Uniti hanno l'obbligo internazionale di non uccidere i giornalisti.

In particolare, l'articolo 79 del Protocollo Addizionale della Convenzione di Ginevra sostiene che "i giornalisti coinvolti in pericolose missioni professionali in aree di conflitto armato devono essere considerati civili, senza pregiudizio nei confronti dei corrispondenti di guerra - embedded - accreditati presso le forze armate."

Il comitato esprime scetticismo di fronte alla tesi (smentita da tutti i giornalisti presenti nel palestine hotel) secondo cui il carro armato americano che ha causato l'eccidio fosse stato in precedenza oggetto di fuoco nemico (un cecchino) proveniente dal tetto dell'albergo.

Anche in quel caso, alla prova dei fatti, la risposta del tank americano sarebbe stata comunque del tutto sproporzionata, anche se fossero stati avvistati dei cecchini sparare dai tetti di entrambi i palazzi di Al Jazeera e del Palestine Hotel.
Dottrina Bush

"Esporteremo morte e violenza ai quattro angoli della terra per la difesa della nostra grande nazione." George W. Bush - dichiarazione presa da "Bush at War" di Bob Woodward, a sua volta citato da William Pfaff, International Herald Tribune.

Monday, April 07, 2003

AI BENEVOLENTI GUERRAFONDAI E TUTTI I LUNGIMIRANTI SOSTENITORI DI UNA FACILE GUERRA LAMPO

vorremmo farli andare in Irak in questo momento e mostrar loro il caos, la confusione, la morte, il sangue, le macerie e tra tutto questo la tanto illusoria vittoria della loro tanto osannata coalizione.

Una frase di Carl von Clausewitz serva loro di lezione:

"i filantropi potranno facilmente immaginare che esista un abile metodo per disarmare e sopraffare un esercito senza causare un lago di sangue... questo è un errore che deve essere estirpato. in cose pericolose come la guerra, gli errori generati da uno spirito di benevolenza sono i peggiori."
DEI DIRITTI E DELLE PENE

Di fronte a chi ha infranto le leggi del diritto internazionale, di fronte all'impotenza delle organizzazioni internazionali e la loro incapacità di impedire una guerra di aggressione non giustificata, di fronte a chi ha ignorato ogni codice di diritto di guerra e ha sparato contro convogli diplomatici, una sola certezza rimane.

Le regole e l'ordine rimarranno. Le istituzioni dovrenno resistere e resisteranno. La legalità va difesa e le istituzioni preposte dovranno far tutto per preservarla, nel presente e nel futuro.

Così come quando un ladro entra in casa di qualcuno e ruba, la legge dello stato, anche se infranta, rimane valida e ferma. Così di fronte a chi si è fatto beffa del diritto internazionale e delle istituzioni, bisogna ribadire che queste leggi e queste istituzioni esistono e vanno rispettate, protette e rinforzate.

Un ONU riformato dicono alcuni.

Senza dubbio un ONU più forte, capace di fermare i prossimi massacri e turbamenti dell'ordine e della legalità internazionale: questa è la nuova sfida.

La Francia, la Germania, l'Europa e tutte le nazioni del mondo ne dovranno prendere atto.

Wednesday, April 02, 2003

ANTIAMERICANO A NESSUNO

Innanzitutto io non ho mai dato dell'antiamericano a Domanda, anche perché la ritengo una delle accuse più qualunquiste di questi tempi. E anche perché io non sono filoamericano, e sono contrario a questa guerra.
Poi: a me non sfugge affatto che siano le Nazioni Unite a decidere se uno stato viola le risoluzioni, infatti-e lo ripeto ancora!-è l'ONU che ha deciso che Saddam aveva violato la risoluzione del disarmo. E proprio perché ci tengo alla legalità internazionale, ritengo che l'ONU, a mio parere traballante, debba essere riformato. E a parte la tesi di Domanda che negli USA non ci sarebbe libertà (è vero però che, dopo l'11 settembre, ci sono gravi violazioni, ma comunque non molto più gravi di altri paesi democratici: purtroppo ci sono sempre), per il resto sono perfettamente d'accordo con lui. Conosco tutte le violazioni elencate da Domanda, i vergognosi fatti di Guantanamo ecc ecc, e pure io leggo Chomsky. Unica cosa, è che non ritengo gli USA gli unici colpevoli.
E ho qualche dubbio sul fatto che gli ispettori ONU, fatti entrare in Iraq da Saddam solo grazie alla pressione americana, sarebbero riusciti a disarmare il dittatore. Non dimentichiamoci che Saddam per dodici anni si è preso gioco degli ispettori. Un'altra ipotesi interessante era quella dell'esilio, ma ne parlo magari un'altra volta.


Ma Episcopus, il principale autore di questo blog, che fine ha fatto? Perché non interviene mai?

Questa America e la Democrazia, nazionale e internazionale

E' vero che i maggiori movimenti di contestazione come i No-Global nascono proprio negli USA. Rocco si domanda perchè.
E' presto detto: forse perchè è proprio negli USA sono nate certe politiche miranti alla commercializzazione della vita quotidiana e all'eliminazione di garanzie per chi lavora, la privatizzazione dei servizi sociali, l'ideazione del GATS e via dicendo. Quindi negli USA è nata la protesta perchè proprio negli USA è nato il fenomeno della globalizzazione.

E su come vengono trattati questi contestatori dovremmo discutere, dal momento che durante le sole ultime contestazioni di San Francisco sono state arrestate 1400 persone.. a Washington non ne parliamo... gente arrestata perchè dimostrava pacificamente di fronte alla casa bianca...altro che Genova e G8: gli americani ci superano anche in questo.

E' questa la democrazia? In un paese in cui ad Al Jazeera non viene dato accesso alla borsa di New York? In cui l'unico giornalista irakeno viene arrestato per sospetto di spionaggio? Dove la Fox TV da notizie di enormi successi militari per poi smentirle 5 o 10 minuti dopo?

Chi è che sarebbero questi difensori dei diritti umani? Gli stessi che non garantiscono ai prigionieri di Guantanamo i diritti della convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra. Gli stessi che si lamentavano dei prigionieri di guerra americani mostrati in tv dagli Irakeni, gli stessi che allora si erano appellati alla convenzione di Ginevra che loro non hanno mai rispettato, qualche giorno prima avevano diffuso in tutto il mondo immagini di prigionieri irakeni che si inginocchiavano per terra di fronte ad un marine implorando pietà. Gli stessi che il generale Michael Jackson, capo delle forze militari britanniche in Iraq ha criticato per i metodi con i quali le truppe americane trattano i civili iracheni, perché rovinano gli sforzi inglesi di "conquistare" il cuore della popolazione.

Sono gli stessi che distribuiscono il cibo e gli aiuti che sono alla frontiera tra kuwait e iraq, cibo e aiuti che non provengono dagli USA, ma dalle navi bloccate dalla marina americana nel golfo persico e che trasportavano le scorte regolarmente pagate dal governo dell'iraq nell'ambito del programma oil-for-food.

Ma la cosa più importante che sfugge a Rocco (ma lo scusiamo, probabilmente non ha fatto i nostri stessi studi sul diritto e sulle organizzazioni internazionali) non sono gli Stati Uniti che decidono se un paese sta non sta rispettando le risoluzioni ONU. Solo le Nazioni Unite ed in particolare il Consiglio di Sicurezza dell'ONU che solamente può decidere se uno stato sta o non sta violando le risoluzioni. E' stato il Consiglio di Sicurezza dell'ONU a riportare gli ispettori in Iraq.

E tutto il consiglio di sicurezza (ad eccezione di USA, UK, Bulgaria e Spagna) si era espresso positivamente sugli esiti delle ispezioni che stavano portando a risultati decisivi.

Ovviamente la pressione di un intervento militare anglo-americano ha spinto Saddam ad una maggiore co-operazione con gli ispettori.
Ma proprio qui sta l'errore madornale di Bush ed il suo mancato successo politico: la pressione militare avrebbe potuto portare a
risultati ben maggiori ed ad un disarmo totale, col sostegno di tutta la comunità internazionale e senza aver sparato un colpo.

Invece questa amministrazione ha usato gli ispettori come un diversivo tattico per dare il tempo alle forze armate angloamericane di costruire un arsenale d'attacco in Kuwait, per altro non sufficiente per ottenere i risultati che si aspettavano: prendere Baghdad in un paio di giorni con tanti baci e abbracci degli sciti del Sud.

Ma quale liberazione? Come mai gli sciti non gioiscono e non accolgono i liberatori a braccia aperte? Come mai i civili martoriati dai bombardamenti, quando prendono il cibo e i medicinali dalle mani degli angloamericani, due secondi dopo inneggiano a Saddam facendo loro segni di disprezzo?

Come mai gli americani non sono riusciti a prendere nemmeno una città irakena, che persino Umm Qasr non è sicura e non è mai stata completamente conquistata in quanto l'unico porto preso dagli angloamericani è quello nuovo, ben distante dal centro abitato.

Infine, ritenere giustificabile.. o comprensibile.. la rottura della legalità internazionale come un colpo di stato in un paese libero e democratico, vuol dire non dare valore alla legalità, alla giustizia, alla democrazia e soprattutto alla libertà di un popolo e il proprio autogoverno. Persino l'opposizione Irakena in esilio si è sempre espressa in favore si del rovesciamento di Saddam, ma per opera del suo stesso popolo, non di un invasore.

Per questo gli sciti e persino i kurdi dell PUK, maggiori alleati degli angloamericani ed unici veri vincitori militari di questa guerra, hanno messo ben in chiaro che accetteranno solamente un aiuto militare e logistico dagli americani ma che vorranno gestirsi il paese da soli, insieme con gli altri membri dell'Iraqi National Congress.

Per concludere, per quanto ne possa soffrire il diritto e la giustizia internazionale, mi auguro che questo conflitto si concluda nel più breve tempo possibile, soprattutto per porre fine alla carneficina ed alla catastrofe umanitaria in atto.

Non mi ritengo antiamericano ed anzi sostengo ci sia bisogno più che mai in questo mondo di paesi forti e rispettabili che possano garantire la giustizia internazionale, e che gli USA hanno perso un occasione per mostrarsi capaci di gestire una crisi di questa portata.

La cosa miglire sarebbe se gli Irakeni si arrendessero e se la gestione dell'Iraq fosse al più presto affidata all'ONU e quanto prima agli irakeni stessi, riportando così credibilità e rispettabilità agli organismi internazionali e agli stessi Stati Uniti.

A molti sfugge un particolare: se questa guerra si trasformasse in un altro Viet Nam e se si prolungasse a tempo indeterminato, avremmo una serie di effetti temibilissimi:

1. lo svilupparsi di una crisi regionale più ampia che veda coinvolti anche Siria, Iran e in seguito Arabia Saudita
2. Una corsa agli armamenti non convenzionali da parte di tutti quei paesi che ritengono di essere in qualche modo nelle mire espansionistiche o politiche USA
3. sollevamento dell'opinione pubblica occidentale e soprattutto araba e sviluppo ulteriore del terrorismo su base internazionale
4. delegittimazione politica del ruolo degli USA, della Nato e dell'Onu.

Dunque, antiamericano a chi?

Antiamericano è chi ha trascinato l'America nel pantano di una guerra illegale contro uno stato membro dell'ONU.
Antiamericano è chi ha costretto il proprio paese ad arrancare nel deserto e a mettere l'esercito statunitense alla berlina di fronte a tutto il mondo.
Antiamericano è chi, di fronte al mondo intero, ha reso il proprio esercito responsabile di un massacro giornaliero di civili.

L’ordine mondiale si basa anche sulla credibilità giuridica, militare e politica di questa superpotenza, supposta garante delle istituzioni internazionali e del diritto.
Era proprio necessario metterla a repentaglio?

ULTERIORI PRECISAZIONI


Io non capisco perché siamo tutti bravi a ricordare gli atti di terrorismo dell'America, che comunque rimane una democrazia (i maggiori movimenti di contestazione come i no-global, che presumo piacciano molto a Domanda, nascono proprio negli USA), e soprassediamo invece su quelli compiuti da regimi dittatoriali, sempre con il santino dell'ONU in tasca.

Immagino che Domanda sia stato contrario anche all'intervento in Kosovo, poiché non aveva lo sponsor dell'ONU; eppure in Kosovo avveniva un genocidio tra i più terribili degli ultimi trent'anni (e non "uno dei tanti crimini che avvengono nel mondo", come dicono certi pacifisti, per giustificare comunque e sempre la loro colpevole neutralità), che, se vogliamo essere obbiettivi, richiedeva molta più urgenza di intervento rispetto all'invasione di Saddam nel Kuwait. Solo che in quest'ultimo si ebbe l'approvazione delle Nazioni Unite a intervenire, in Kosovo no. Se si fosse dato retta all'ONU, probabilmente ora in Jugoslavia avremmo un altro olocausto.

Vorrei pregare Domanda di leggere meglio quello che ho ribadito numero n di volte (ormai non le conto più): l'ONU, che Domanda ama tanto, ha ordinato a Saddam Husseim il disarmo. L'ONU, non gli USA! Saddam ha violato la risoluzione delle Nazioni Unite, è andato contro la legalità internazionale, come quando invase il Kuwait. Saddam aveva perso la guerra dell'ONU, e doveva disarmare come aveva detto l'ONU.

Per quanto riguarda il tuo esempio: Giustificare l'intervento armato degli USA a causa della presunta inefficenza delle Nazioni Unite sarebbe come giustificare un colpo di stato in Italia a causa della presunta inefficienza di Ciampi e del Parlamento... francamente mi sembra un autogol: io non giustifico niente, semmai individuo responsabilità, e credimi, parrebbe comprensibile a qualunque storico il caso di un colpo di stato in un paese con un presidente e un parlamento senza poteri.
CHE COSA RENDE UNA GUERRA ILLEGALE?

Dichiarare una guerra "preventiva" è assurdo ed illegale al di fuori di ogni concezione del diritto intenazionale.
Non c'è nemmeno una scuola giuridica che ammette questo concetto.
Le Nazioni Unite e non gli USA sono responsabili dell'Ordine Internazionale.
Dunque se l'ONU non fa pedissequamente ciò che gli viene comandato da Washington, non vuol dire che l'ONU ha fallito, vuol dire che Washington ha fallito nei suoi tentativi di condizionare il consiglio di sicurezza. (e deo gratias che perfino paesi come la Guinea, il Camerun e Angola non si siano fatti comprare dalla diplomazia del dollaro)

Giustificare l'intervento armato degli USA a causa della presunta inefficenza delle Nazioni Unite sarebbe come giustificare un colpo di stato in Italia a causa della presunta inefficienza di Ciampi e del Parlamento.

Le istituzioni sono tali e devono essere rispettate.
Le amministrazioni repubblicane degli Stati Uniti si sono sempre beffate dell'ONU e delle sue risoluzioni e attualmente gli USA sono l'unico paese del mondo ad essere stato condannato dal Tribunale Mondiale per atti di terrorismo internazionale e che ha posto il veto alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza che chiedeva agli Stati membri di osservare la legalità internazionale.

Noam Chomsky, noto professore statunitense scrive:

la guerra USA-Reagan contro il Nicaragua. E' incontrovertibile perché esiste una serie di dettami utorità internazionali più importanti: il Tribunale Internazionale di Giustizia, il Tribunale Mondiale, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Questo è un caso che non ammette controversia, almeno tra chi ha un minimo di considerazione per la legalità internazionale, i diritti umani, la giustizia ecc.
Il caso del Nicaragua è specialmente rilevante, non solo per il suo carattere incontrovertibile, ma perché offre un precedente su come uno Stato che rispetta la legge risponderebbe ( di fatto, su come rispose ) di fronte a un caso di terrorismo internazionale che non ammette discussione. Un caso di terrorismo che, per certo, fu più estremo degli avvenimenti dell'11 settembre. La guerra USA-Reagan contro il Nicaragua terminò con decine di migliaia di assassinati e il paese completamente rovinato, forse per sempre.
Il Nicaragua rispose, ma i nicaraguensi non risposero bombardando Washington. Risposero portando gli USA di fronte al Tribunale Mondiale in una causa in cui non ebbero difficoltà nel trovare le prove. Il Tribunale Mondiale diede ragione al Nicaragua, condannando quello che definì "esercizio illegale della forza", sinonimo di terrorismo internazionale. Il Tribunale esigette dagli USA la fine dei crimini e pagare le riparazioni ( al Nicaragua ). I nordamericani, per risposta, rigettarono la sentenza del Tribunale col più assoluto disprezzo e annunciarono di non accettare più la giurisdizione di quel tribunale.
Il Nicaragua ricorse allora al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, dove si discusse una risoluzione dove si chiedeva a tutti gli Stati di rispettare la legalità internazionale. Non si fecero nomi, ma tutto il mondo capì. Gli USA posero il veto. Attualmente gli USA sono l'unico paese del mondo ad essere condannato dal Tribunale Mondiale per atti di terrorismo internazionale e che ha posto il veto alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza che chiedeva agli Stati membri di osservare la legalità internazionale.
Il Nicaragua ricorse allora all'Assemblea Generale dell'ONU, dove il veto tecnicamente non esiste, ma dove un voto degativo degli USA equivale al veto.
L'Assemblea Generale approvò una risoluzione simile: votarono contro solo USA, Israele ed El Salvador. L'anno seguente, il Nicaragua tornò a presentare il caso di fronte all'Assemblea Genarale dell'ONU. In questa occasione gli USA poterono contare solo sull'appoggio di Israele, così due voti si opposero al rispetto della legalità internazionale. A quel punto il Nicaragua aveva esaurito tutti i ricorsi legalia sua disposizione ed era arrivato alla conclusione che questi ricorsi non funzionano in un mondo dominato con la forza.


Questo per spiegare non solo la triste faccenda del Nicaragua, ma l'intero atteggiamento delle amministrazioni repubblicane USA nei confronti del diritto e della legalità internazionale: assoluto disprezzo.

Tuesday, April 01, 2003

PRECISAZIONI


Ogni tanto devo pur intervenire anch'io, altrimenti Domanda monopolizza il weblog! Scherzi a parte, vorrei precisare alcune cose, premettendo che non sono pacifista ma nemmeno guerrafondaio. So che Domanda ritiene giusta la precedente guerra nel golfo, poiché ebbe l'avvallo dell' ONU; vorrei allora ricordare che grazie alla lungimiranza dell'ONU, in quella guerra fu impedito alle truppe americane di andare fino in fondo per spodestare Saddam Husseim: si decise che Saddam doveva rimanere al suo posto, però doveva disarmarsi (l'ordine di disarmo avvenne anche nei confronti della Germania dopo la seconda guerra mondiale); dunque, è passato più di un decennio, e cosa è successo? Saddam non ha mai disarmato, ha quindi violato la risoluzione dell'ONU, e inoltre, fino a quando l'America non ha minacciato con la forza, ha sempre cacciato via gli ispettori. Visto che si nomina sempre l'ONU come faro della legalità internazionale, è bene ricordare che Saddam va da dodici anni contro la legalità. Il problema era perciò: come fare in modo che Saddam disarmi, come gli ha ordinato l'ONU, e quindi rispetti la legalità internazionale? Vorrei far notare che il furbetto dittatore ha accolto gli ispettori SOLO DOPO la pressione statunitense; e se vogliamo credere che gli ispettori avrebbero disarmato Saddam, se vogliamo credere a questa pagliacciata benedetta da Saddam, crediamoci pure. Questa è una vera e propria presa per il culo (che, ripeto ancora, dura da più di un decennio) del diritto internazionale. Poi, chiaramente, si può ritenere sbagliato per varie ragioni l'intervento militare americano (e io stesso lo ritengo un errore), ma dal punto di vista della legalità non è meno illegale della precedente guerra del golfo: Saddam, ripeto per l'ennesima volta, ha violato la risoluzione ONU che gli imponeva di disarmare, e gli Stati Uniti intervengono per obbligare Saddam al disarmo; intervengono, purtroppo, unilateralmente, ma questo è soprattutto per responsabilità dell'ONU, che dimostra ancora una volta la sua inefficienza: in realtà, e questa sarebbe la cosa più urgente da fare, l'ONU andrebbe radicalmente riformato, perché così com'è è solo un rosario sghangherato che ognuno espone a seconda della convenienza.

Saturday, March 29, 2003

LA STAMPA E LA GUERRA DI PROPAGANDA

I 7 coraggiosi giornalisti, catturati dalla polizia irachena a Baghdad in quanto non accreditati ed introdottisi nella città clandestinamente, sono stati liberati e si trovano a Baghdad, sani e salvi.

dal Corriere.it:

Il segretario della Fnsi, Paolo Serventi Longhi, ha detto che ai giornalisti sarebbe stato offerto l'accredito nella capitale irachena. «Noi eravamo clandestini, tutto sommato ci hanno tratato molto meglio di come sarebbero stati trattati i clandestini in Italia», ammette Lorenzo Bianchi del «Resto del Carlino».

Ezio Pasero del Messaggero racconta il vero dietro le quinte di Bassora:

«Io in tutta Bassora non ho visto né un soldato inglese né un soldato americano - È una città in mano agli iracheni devastata dai bombardamenti, però con la gente che si muove, che va in giro, che cammina, che va in bicicletta, con i bambini che giocano per strada».

Giorni fa la CNN ci aveva detto ben altra cosa..
Bravi ragazzi. Tenete alto il nome e il valore del vero giornalismo italiano.
IL BOOOOOM ECONOMICO DELLA GUERRA
e il boooooooom delle bombe su Baghdad..

Per chi si interessa di economia: (fonte ADNKronos)

HANKE (professore di economia all'Università di Baltimora, USA)
VITTORIA MILITARE NON PORTERA' BOOM ECONOMICO
LA CRISI GEOPOLITICA DURERA' A LUNGO


New Yok, 29 mar. (Adnkronos) - ''Chi pensa che la vittoria militare portera' il boom si sbaglia, andiamo incontro ad una maggiore insicurezza e l'economia restera' assai debole''. Lo afferma a ''La Stampa'' il condirettore dell'Istituto di Economia Applicata della Johns Hopkins University di Baltimora, Steve Hanke, economista di punta ai tempi dell'amministrazione Reagan. ''L'aspetto militare della guerra non e' decisivo. -dice ancora Hanke- Quando questo singolo episodio bellico sara' terminato, la crisi geopolitica non avra' fine''.
(Rre-Ada/Gs/Adnkronos)
29-MAR-0309:05

In tempi non sospetti, proprio su questo blog, facemmo riferimento ad un intervento analogo del governatore di BanchItalia Fazio che diceva la medesima cosa.

E se lo dicono anche gli Americani.. non dite che siamo Fazio-si..

per la serie "aridatece er picconatore!!":

In seguito alla dichiarazione dello stato di emergenza voluto dal presidente del consiglio,
l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga dichiara: (fonte: LaStampa.it)

«se proprio ci vogliamo mettere a giocare alla guerra, allora confiniamo questo gioco al sabato pomeriggio, con figli e nipoti, in una partita a Risiko...».

(Cossiga non era arrivato per primo a questo suggerimento.. vedi lo striscione apparso in Curva Sud a Roma)
risiko.jpg

L´ex presidente della Repubblica si chiede se era proprio il caso di preoccupare milioni di italiani, emanando «una inutile ordinanza di emergenza nazionale in relazione alla guerra contro l'Iraq, dopo che si è sbandierato che noi siamo non belligeranti?. Anche perchè tutto si può pensare salvo che l'Iraq stesso colpisca il nostro paese».

Si ringrazia, per l'immagine dello striscione Bush-Risiko, il blog FreeFallBlog.

Thursday, March 27, 2003

COALITION OF WILLING??
TRADUZIONE ( scegliere un'aggettivo a piacere ): COALIZIONE DEI VOLENTI / VOLENTEROSI / VOGLIOSI / IGNARI..


dal Corriere

27-MAR 16:34  GUERRA: Slovenia, "Non facciamo parte della coalizione filo Usa"

LUBIANA - Il primo ministro sloveno Anton Rop ha puntualizzato oggi in maniera ufficiale che il suo paese non fa parte della coalizione che sostiene l'intervento anglo-americano in Iraq. La Slovenia e' stata inserita per sbaglio da Washington nella lista dei paesi che hanno espresso il loro appoggio all'operazione 'Iraq Freedom' e la piccola repubblica ex jugoslava e' stata indicata come destinataria di 4,5 milioni di dollari nell'ambito degli stanziamenti (75 miliardi di dollari) richiesti dal presidente George W. Bush al congresso per sostenere i costi della guerra. (Agr)

Siamo ancora in attesa di una comunicazione ufficiale dei Romulani e dei Vulcaniani in merito al loro recente inserimento nella suddetta lista, anche se il Dottor Spock per ora preferisce non sbilanciarsi.